Dentro ogni bimbo andare a scuola e imparare divertendosi è un grande sogno. La DEDO da diversi anni ha trasformato questo sogno in realtà. Colgo al volo l’opportunità di conoscere alcune scuole dove siamo presenti come attività dei centri estivi (attività comprendenti sport e giochi dal mDondo, gioco libero, attività di laboratorio, nuoto ecc.) attività dove i nostri progetti educativi sono studiati per aiutare e intrattenere bambini in età scolare (le scuole elementari sono presenti nella zona 4 di Milano) ho visitato alcune scuole es. Ravenna, Monte Piana, Antonini/Bognetti, Bocconi e Monte Velino. Presso queste scuole confluiscono bimbi di altre scuole e provenienti da diversi paesi del mondo.
Tra le varie attività svolte c’è il gioco, esso è sicuramente il mezzo con il quale il bambino impara ad esprimersi, a confrontarsi davvero con gli altri e sul serio a mettersi in gioco, partendo dalla condivisione con i compagni dello spazio e del tempo messo a loro disposizione.
Nonostante l’aspetto alcune volte imponente e freddo delle strutture, all’interno i giardini e i cortili accoglievano bimbi festanti. Aule spaziose dove i piccoli si muovevano a loro agio lavorando ascoltando e giocando. Attorno a loro i giochi e i materiali usati per i vari laboratori, sui muri alcuni loro lavori appesi, persino il pavimento è usato come tavolozza per un mega disegno rappresentante le nazioni del mondo. Alcuni corridoi usati dai piccoli per correrci a perdifiato e di nascosto dai responsabili. Ho conosciuto operatori coinvolti in prima persona nelle varie attività, quasi sempre disponibili ad accoglierci. Una delle attività che mi ha colpito è quella dei giochi dal mondo, non poteva essere altrimenti vista la provenienza da diversi continenti dei piccoli presenti.
A loro ho pensato, e li ho immaginati con la valigia in mano quando sono arrivati nel nostro paese, ho anche pensato che in un angolo di quella valigie era contenuto il loro gioco, quello preferito e che a breve avrebbe condiviso con gli altri.
Dopo ciò che ho visto, ho potuto riflettere circa il grande aiuto ricevuto dal bambino e al supporto dato ai genitori da queste strutture educative e all’occasione di svago.
Tra le varie attività svolte c’è il gioco, esso è sicuramente il mezzo con il quale il bambino impara ad esprimersi, a confrontarsi davvero con gli altri e sul serio a mettersi in gioco, partendo dalla condivisione con i compagni dello spazio e del tempo messo a loro disposizione.
Nonostante l’aspetto alcune volte imponente e freddo delle strutture, all’interno i giardini e i cortili accoglievano bimbi festanti. Aule spaziose dove i piccoli si muovevano a loro agio lavorando ascoltando e giocando. Attorno a loro i giochi e i materiali usati per i vari laboratori, sui muri alcuni loro lavori appesi, persino il pavimento è usato come tavolozza per un mega disegno rappresentante le nazioni del mondo. Alcuni corridoi usati dai piccoli per correrci a perdifiato e di nascosto dai responsabili. Ho conosciuto operatori coinvolti in prima persona nelle varie attività, quasi sempre disponibili ad accoglierci. Una delle attività che mi ha colpito è quella dei giochi dal mondo, non poteva essere altrimenti vista la provenienza da diversi continenti dei piccoli presenti.
A loro ho pensato, e li ho immaginati con la valigia in mano quando sono arrivati nel nostro paese, ho anche pensato che in un angolo di quella valigie era contenuto il loro gioco, quello preferito e che a breve avrebbe condiviso con gli altri.
Dopo ciò che ho visto, ho potuto riflettere circa il grande aiuto ricevuto dal bambino e al supporto dato ai genitori da queste strutture educative e all’occasione di svago.
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